martedì 26 gennaio 2010

Kristen Stewart, dalla Bella targata Meyer a ballerina di lap dance

k.stewart

Kristen Stewart ha smesso i panni della dolce e romantica Bella dei romanzi della Meyer per denudarsi al ritmo di musica in una sensuale lap dance.

Così la giovane star della saga “Twilight” è arrivata al Sundance Film festival con un nuovo film “Welcome to the Rileys“, diretto da Jake Scott.

Nel film Kristen Stewart interpreta una prostituta di 16 anni, Mallory, che viene ingaggiata da Doug Riley (James Gandolfini).

Mallory, in cambio di soldi, si dovrà trasferire a casa di Doug per qualche giorno. Doug in realtà ha perso la figlia molti anni fa e adesso cerca di sostituirne la mancanza con Mallory, salvandola dalla prostituzione.

Il film ha raccolto il plauso della critica al Sundance film Festival, la stessa Kristen Stewart è stata elogiata per l’ottima interpretazione.

L’attrice ha dichiarato in una recente intervista di esser rimasta:

“stregata da questa nuova esperienza tanto che ci ha messo anima e corpo per dare il meglio di sé. All’inizio era intimorita perché le scene erano state girate in un vero strip club, poi si è calata perfettamente nel personaggio entusiasmando quindi il cast e il regista”.

Nonostante il trainer personale e le tante ore di allenamento come ballerina di lap dance, Kristen Stewart assicura che:

“il film non è scioccante perché non è assolutamente un film sullo spogliarello.”

Dalle prime immagini la Stewart appare comunque poco vestita.

La giovane star della saga di “Twilight” ha già collezionato molti film: dal thriller, “Panic room”, a film per famiglie, “Zathura”, a film per teenager, “Twilight”.

Grazie alla sua interpretazione di Bella Swan nella saga di “Twilight”, Kristen Stewart è ormai diventata molto ricercata dagli Studios di Hollywood e la sua carriera è appena iniziata.

secondo Orlando Bloom e Chris Cooper Robert Pattinson ha una vita da incubo


È dura la vita per una superstar come Robert Pattinson. Lo confermano Orlando Bloom e Chris Cooper, attore di Remember me. In questi giorni si sta svolgendo il Sundance Film Festival, il festival più importante al mondo dedicato al cinema indipendente. Tra gli ospiti della giornata di ieri c’erano anche Orlando Bloom e Chris Cooper, che coi giornalisti hanno parlato di Robert Pattinson e della sua vita da incubo.

Intervistato da Just Jared, Orlando Bloom ha ricordato senza rimpianti il periodo in cui era lui a essere costantemente oggetto dell’attenzione di fan e paparazzi: “Cercavo di tenermi occupato con il lavoro, ma ora davvero è pazzesco. Guardate cosa succede a Robert Pattinson. Quel povero ragazzo non può andare da nessuna parte”.

Della stessa opinione Chris Cooper, che a MTV racconta: “Sul di Remember me avevamo barriere di 27 metri, ma la gente e i paparazzi se ne regavano. Robert era davvero sotto una grande pressione, ma credo che stia imparando come gestire il successo”. Secondo Chris Cooper è tutta colpa degli SMS: stavano girando Remember Me vicino all’università di New York e gli studenti si passavano parola con i messaggini sui cellulari. Chris Cooper dice: “Robert ha dovuto girare scene con una folla di persone a meno di 10 metri da lui e con i fotografi che non smettevano di scattare. Alla sua età non avrei potuto sopportare tutto questo”.

Riuscirà Robert Pattinson a non diventare vittima del successo?

Julia Jones intervistata dal Boston Globe

Meredith Goldstein del Boston Globe ha recentemente intervistato Julia Jones (aka Leah Clearwater) la quale ha parlato della fama che ha ottenuto recitando nel film The Twilight Saga: Eclipse. Ecco l'intervista tradotta per voi!







Durante le tre intense settimane in autunno in cui ha girato Eclipse, Julia Jones è stata esposta al mondo dei film ad alto budget e alla vita di una star di Hollywood. Era circondata dai grandi nomi del franchise, Robert Pattinson, Kristen Stewart e Taylor Lautner, i quali all'ora dovevano collaborare con la loro nuova fama internazionale mentre cercavano di lavorare.

"Sono davvero intimorita dalla loro abilità di padroneggiare tutto questo" ha detto Julia. "E' il loro lavoro e loro lo trattano come tale. Per alcune ragioni - e Taylor ha solo 17 anni - capiscono questo fatto. Sono così impegnati".

Parlando di Stephenie Meyer, l'autrice dei libri, Julia la descrive come una parte fondamentale di tutte le decisioni prese sul set. "Lei ha una specie di aura da Dio intorno. Ha i piedi per terra ed ha una presenza e autorità incredibile".

Il lavoro per Eclipse, è stato molto più fisico di quanto si aspettasse Julia. Ci sono state delle scene di lotta e lei era l'unica ragazza-lupo che partecipava all'azione. Però ha capito subito di poter contare sul supporto dei suoi amici licantropi.

"Sono davvero legata a molti di loro, ovviamente al branco di lupi. Si sentono come una sorta di famiglia. In un certo senso anche l'intero cast la pensa così, perchè è un'esperienza davvero unica".

Chaske Spencer, che nel film interpreta Sam, l'ex amato di Leah, ha detto che il sentimento è reciproco. Ha parlato del loro affetto dicendo che è bello avere una donna nel branco. "E' la mia ragazza" ha aggiunto ridendo. "E' una ragazza forte e può competere con i maschi".

Ma tra poco Julia tornerà con i suoi amici soprannaturali. Eclipse uscirà tra cinque mesi, ma Julia è stata avvertita che la promozione del film inizierà a breve. E stà cercando di prepararsi allla pazzia del tour promozionale, degli incontri e dell'ossessione dei Twilighters che guarderanno e commenteranno il modo in cui porterà in vita il personaggio di Leah.

Dopo ci sarà il quarto e ultimo capitolo della Saga, Breaking Dawn, che Stephenie Meyer ha confermato che probabilmente sarà diviso in due film e sarà girato nei prossimi anni.

La pazzia di tutto il fenomeno ha colpito Julia quando ha partecipato alla premiere di New Moon lo scorso novembre con i suoi colleghi di Eclipse. Il suo personaggio non è ancora stato introdotto nei film quindi lei era sconosciuta ai milioni di fan che si sono messi in fila per poter vedere Rob, Taylor, Kris e gli altri.

"Dopo esser passata di fronte alla fila di giornalisti stavo per morire. E c'erano 30.000 fan a Westwood. Le persone si erano accampate fuori per circa 5 giorni. Ho solo iniziato a camminare verso i fan e dopo averlo fatto è arrivato Alex Meraz (Paul) e quando i fan l'hanno visto sono diventati pazzi. E standogli a fianco ho pensato 'Questo probabilmente è quello che mi aspetta'".

Fonte

Ashley Greene su Savvy Magazine



Sul prossimo numero di Savvy Magazine in uscita a febbraio, la rivista di moda dedica la copertina alla bella Ashley Greene.

In dieci pagine di moda e con un’intervista, l’attrice discute del suo film indipendente, ‘Skateland’, come debutto al Sundance Film Festival. In oltre condivide qualche sguardo al dietro le quinte dei film che sta girando della Saga Twilight e ci parla della sua recente impresa, aggiudicarsi il ruolo principale nel nuovo thriller della Warner Bros, ‘The Apparition’.
“Essere effettivamente la protagonista di un film di uno studio e avere un imput nel film è davvero fantastico”. Ha detto la Greene. Le riprese del film inizieranno agli inizi di quest’anno a Berlino.
Savvy Magazine è disponibile presso Barnes and Noble e su www.magazines.com

Intervista a Kristen Stewart al Sundance

HitFix ha intervistato Kristen Stewart in occasione del Sundance Film Festival, l'attrice ha parlato dei suoi ruoli in Twilight e The Runaways e del regista di Eclipse, David Slade.






Quando si tratta di interpretare un personaggio amato e reale rispetto ad uno adorato ma inventato, Kristen Stewart si dichiara Team Joan al di sopra del Team Bella. Kristen che interpreta Joan Jett nel film biografico "The Runaways" ha detto di sentire una tremenda responsabilità personare nel catturare l'essenza della Jett.

"L'effetto di Bella sul mondo non è stato necessariamente grande come quello di Joan, ovviamente io non ho mai potuto incontrare Bella" ha detto la Stewart. "E' completamente diverso. Tutte queste persone hanno investito su queste donne ed è stupendo... ed è diventata una cosa intima per me ed è mia responsabilità non distruggere tutto, come se le persone stessero per prendere la parte più importante della vita dei miei migliori amici... Joan è diventata davvero una grande parte. E' fantastica e le voglio davvero bene. Se non avessimo raccontato la vera storia, le persone della nostra generazione non avrebbero conosciuto le Runaways. Perchè loro vedranno il gruppo attraverso di noi, è un'esperienza diversa rispetto a fare un film completamente inventato".

Parlando di Bella, anche se non ha ancora visto Eclipse, il terzo film di Twilight, Kristen si complimenta con il regista David Slade per il suo stile nel film, che uscirà quest'estate. "E' un regista davvero tecnico. E' molto premuroso, davvero adatto per Twilight. E' molto concettuale e passa un sacco di tempo, che voi non vedrete, a lavorare con la steadicam. E' molto riflessivo ed è davvero forte. Ci da più tempo per pensare su cosa stiamo facendo. Non so il tono del film perchè non l'ho ancora visto".

Fonte

Simon Cowell vuole Robert?!


Il blog di MTV Hollywood Crush sta parlando dei rumor per cui il produttore musicale inglese e creatore di talent-show come X-Factor e American Idol, Simon Cowell ha chiesto a Robert di unirsi ad altri artisti e prestare le loro voci per la cover dei REM , “Everybody Hurts”, un singolo per beneficenza a favore di Haiti che il giudice di “American Idol” sta organizzando. E’ stato riferito che anche Rob dovrebbe firmare, insieme ad altri artisti tra cui Miley Cyrus, Leona Lewis, Mariah Carey, Michael Bublé, James Morrison, e James Blunt. Vi stiamo parlando di VOCI DI CORRIDOIO, se da una parte sembra confermata la notizia, dall’altra invece sembra venire smentita, la quale voce dice che Robert sarebbe restio a firmare in quanto poco interessato a vestire i panni della pop star, vesti che sicuramente gli toccherebbero firmando un accordo con Cowell, come la fonte dello scoop ha confermato: ‘Robert non è molto dell’idea di essere tramutato in una pop star e prende la sua musica molto seriamente. È quindi molto timoroso di firmare con Cowell, essendo lui associato ad X-Factor, un vero e proprio tempio che sforna continuamente pop stars’.
Tutti i proventi saranno divisi tra il quotidiano britannico The Sun per il fondo aiuti per Haiti e e il fondo Disasters Emergency Committee.

Fanning e Stewart crescono velocemente in ‘The Runaways’, se non in modo imprevedibile


I film sulla crescita sono quelli centrali del Sundance, ma pochi si annunciano così audaci come “The Runaways” la cui prima immagine è una chiazza di sangue mestruale che colpisce il pavimento. La suddetta chiazza proviene da Cherie Currie (Dakota Fanning), un adolescente della California suburbana con una fiorente ossessione per David Bowie ed una sensualità arcigna che comincia appena ad arrivare.

La sessualità degli adolescenti è sempre stata uno spunto per il rock and roll, ma The Runaways li rende gli aggressori, preparando una mistura instabile di autorizzazione e sfruttamento. Floria Sigismondi che ha diretto video musicali per Marilyn Manson, Christina Aguilera e i White Stripes ha bene in mano la struttura del girl-power della storia. Ma nonostante quella goccia di apertura, l’evocazione del film dell’ascesa e della caduta delle The Runaways è poca cosa sulle pietre che costituiscono il film. Ha “racchiuso” Dakota nel bustino famoso di Currie, ed ha inscenato un bacio appassionato tra Currie e la Jett prima di comprimere la loro relazione romantica in un solo fotomontaggio softcore, ma il film è troppo brillante e di buon gusto per esprimere a pieno lo spirito quasi pedofiliaco delle The Runaways

Tanto quanto per i suoi personaggi, “The Runaways” è solo un rito di passaggio per le sue stelle: Fanning, tentando di muoversi contro natura oltre i suoi ruoli minorili e placidi e Kristen Stewart la cui vulcanica Joan Jett è più bollente degli adolescenti meditabondi che dovrebbe rappresentare.


La stabilità misteriosa della Fanning ha lasciato molte volte attori della sua età in timore riverenziale, e non ha problemi ad entrare nello spirito giusto. Il film ruota attorno alla relazione tra Currie e Jett, all’esclusione virtuale degli altri membri del gruppo— Taylor-Compton, e la dea della chitarra Lita Ford, generalmente sono poco più di una presenza che aggrotta le ciglia sull’orlo della cornice–ma è inclinato in favore di Currie che non è sorprendentemente determinato dalla monografia di Currie accreditata come il materiale a fonte per la scrittura di Sigismondi. L’abuso di sostanze e la dipendenza crescente al ramo della fama segnalano l’inizio della fine del gruppo. A parte una piccola citazione nessuno saprebbe che il gruppo è durato anche dopo l’uscita di Currie. Comunque la perdita del controllo non è l’unico dono della Fanning. Anche quando sta collassando nell’atrio di un albergo a Tokio o in fondo ad una cabina del telefono in California, non molla mai il suo bisogno di essere.

La Stewart, dall’altra parte si guadagna da vivere facendo l’incasinata sullo schermo. Le emozioni sembrano uscirle senza passare attraverso il filtro dell’ imbarazzo, una franchezza stupefacente che può essere confusa per una mancanza di tecnica. Come la Jett, è disponibile ed impenetrabile, una ricetta infallibile per il mondo del rock. È la più vicina a Currie, ma condivide anche uno spirito di parentela col manager Machiavellico della band, Kim Fowley (Michael Shannon), uno sboccato visionario, che riduce le canzoni del gruppo ad una semplice formula: “Fottetevi, autorità fottetevi, io voglio un orgasmo!” Il vivere sul filo di Shannon da una scossa al film. Quando lui è sullo schermo, non potrai mai prevedere cosa sta per accadere.